Vivo, Lavoro, Voto

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In occasione del 25 Aprile noi di Volt abbiamo voluto pensare a qualcosa di speciale.

Di cosa si tratta?

Abbiamo lanciato una campagna di attivismo volta a estendere il diritto di voto ai cittadini extra-ue residenti in Italia da più di tre anni.

Nella nostra Costituzione è scritto che è possibile concedere il diritto di voto solo ai cittadini italiani. Tuttavia, richiedere la cittadinanza, in Italia, è un processo molto lungo e complesso, che, spesso, proprio questo motivo, non viene intrapreso dai cittadini extra-ue.

Inoltre, non vi è nessun riferimento al diritto di voto per le elezioni amministrative.

Perché abbiamo deciso di impegnarci in questa iniziativa?

Nel nostro Paese ci sono ancora molti cittadini “di serie B”: coloro che provengono da paesi extra-europei. Queste persone vivono in Italia da molti anni, lavorano, pagano le tasse, sono parte integrante della comunità e vi partecipano attivamente.

A Milano i cittadini extra-ue sono circa 250.000 persone (il che equivale a circa il 17% dei residenti), e costituiscono un tessuto sociale molto variegato.

Molti di loro si occupano di cura e assistenza delle famiglie, lavora nella ristorazione, nei servizi o nell’edilizia.

Accanto a costoro ci sono anche coloro che hanno aperto attività imprenditoriali (25% degli imprenditori del Comune di Milano): attività commerciali, ristoranti, imprese di pulizia, imprese edili, oppure sono artigiani e svolgono attività che stanno scomparendo.

Tutti questi soggetti contribuiscono in modo determinante allo sviluppo e al benessere della nostra società, ma sono esclusi dai diritti fondamentali della cittadinanza e, in primo luogo, dal diritto di voto. Questo comporta il fatto che questi cittadini extra-ue non possono scegliere chi li rappresenterà e chi porterà avanti i loro interessi e le loro esigenze.

Ecco perché abbiamo deciso di dare voce a tutte queste persone: “Vivo, lavoro, voto” è il motto che porta avanti una petizione per fornire il diritto di voto a tutti i cittadini extra-ue residenti in Italia da almeno 3 anni.

Dal punto di vista giuridico, siamo in linea con la Convenzione di Strasburgo del Febbraio 1992 e la successiva Risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 15 Gennaio 2003.

Questi documenti invitano gli Stati membri a “estendere il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali e al Parlamento Europeo a tutti i cittadini di Paesi terzi che soggiornando legalmente nell’Unione Europea da più di tre anni”.

In Europa, moltissimi Stati si sono già allineati a queste disposizioni, fra questi possiamo citare: Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ungheriache già riconoscono pienamente questo diritto.

Altri, come per esempio Portogallo, Spagna, Germania, lo riconoscono solo parzialmente.

Milano è una città multiculturale da sempre; la sua storia racconta di internazionalità e integrazione fin dall’epoca romana. L’ accoglienza e l’inclusività sono valori storici che la contraddistinguono.

Riconoscere i diritti politici agli stranieri regolarmente residenti significa permettere l’effettiva partecipazione degli immigrati alla vita pubblica della comunità locale di cui fanno parte, per dar loro la possibilità di scegliere se e come esprimersi su decisioni che li riguardano.

Leggi il nostro post a riguardo: https://www.instagram.com/p/COGEvQaCMXm/

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