Voto Sano da Lontano

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Voto Sano da Lontano è una rete  nata a Marzo 2021 durante la seconda ondata di Covid-19. Lo scopo è permettere agli italiani fuorisede di partecipare alle elezioni nei luoghi in cui vivono. Questo percorso, che va avanti da 15 anni, trovava già eco nell’iniziativa #iovotofuorisede. A questa battaglia si sono uniti  i professori Roberto Bin e Salvatore Curreri che, insieme ad altre associazioni e comitati,  hanno dato vita alla rete Voto Sano da Lontano.

Cos’è Voto Sano da Lontano? 

La rete Voto Sano da Lontano è un insieme di associazioni e comitati che  da quasi 15 anni  si battono per permettere ai cittadini fuorisede di votare nelle città in cui  sono domiciliati.  Infatti, ad oggi in Italia non c’è una legge che permette  di votare a distanza,  al contrario di ciò che accade in altri paesi quali Estonia o la vicina Svizzera.

 Il 14 dicembre 2020, spinti anche dalla situazione creata a seguito della pandemia, il Collettivo Peppe Valarioti lancia una petizione  per per permettere il voto a distanza dei cittadini in mobilità in vista delle elezioni regionali e amministrative in Calabria.  A causa del lockdown, una richiesta di questo tipo sembrava essere più che sensata. .

A che punto si trova l’iniziativa Voto Sano da Lontano? 

Il 1 aprile 2020 viene presentata in Parlamento la bozza scritta dai costituzionalisti Bin e Curreri. Il testo dell’iniziativa Voto Sano da Lontano viene abbinato ad altre proposte di legge che nascono su iniziativa di forze politiche trasversali. Iniziano così le audizioni alla Camera e si prosegue con la discussione parlamentare.

Il 6 maggio 2020, la rete viene ricevuta ufficialmente dal Sottosegretario al Ministero dell’Interno Ivan Scalfarotto. Dall’incontro emerge che le frizioni da superare sono le riserve del Ministero dell’Interno. 

La battaglia del diritto di voto ai fuorisede assume ancora più forza se si considerano i dati ISTAT 2021 i quali stimano essere 2,8 milioni gli italiani in mobilità nel Paese.

Il percorso per l’approvazione di una proposta di legge trova però i suoi ostacoli più irremovibili nelle riserve del Ministero dell’Interno. Il  no definitivo del Viminale arriva a fine maggio, dopo settimane di discussione alla Camera.

Una piccola vittoria per la rete Voto Sano da Lontano

Nonostante gli ostacoli trovati lungo il percorso, ci sono state piccole ma importanti vittorie. Il 13 luglio 2020 viene inserita nel Decreto semplificazioni la sperimentazione del voto elettronico  per le elezioni regionali e amministrative.

Inoltre, a luglio viene pubblicato il rapporto “Fuori sede al voto: realtà in Europa, miraggio in Italia” da The Good Lobby e dal Comitato Iovotofuorisede,  in cui è evidenziato come l’Italia sia l’unico Paese in Europa a non permettere il voto da lontano ai fuori sede.

Tra il 3 e il 4 ottobre 2021 si tengono le elezioni regionali in Calabria e le amministrative in oltre 1.000 comuni italiani,  le stesse elezioni per le quali la rete Voto Sano da Lontano  ha chiesto la modalità di voto a distanza per i fuorisede. Il dato significativo che emerge  è quello sull’astensionismo: 1 italiano su 4 non è andato a votare perché fuorisede.

Quale percorso aspetta ai fuorisede per poter votare da lontano?

La rete, fin dalla sua costituzione, ha chiesto una legge per votare a distanza per tutti i tipi di consultazione elettorale rimettendo, al Parlamento la discussione sulla modalità da prediligere. 

1 italiano su 4 non è andato a votare perché fuorisede.

Lo scopo è identificare insieme alle Istituzioni (Stato e Parlamento)  la strada da percorrere e non di ostacolare  il cammino di una riforma che non può più attendere. Questo ritardo non trova giustificazione all’interno della Unione Europea:  l’Italia è l’unico stato a non aver legiferato in materia.

Nella lunga staffetta per ottenere il voto per i fuorisede, le parti coinvolte in questa iniziativa , tra cui Volt Milano,  vogliono rilanciare questa campagna per dargli nuova forza, stimoli e  includere  nuovi attori.

Riteniamo ci sia la necessità di unire le forze e creare ampie sinergie, affinché la battaglia possa avere eco su tutto il territorio nazionale e raccogliere adesioni fra un numero sempre maggiore di soggetti, collettivi o individuali.

Vogliamo lanciare questo appello a tutte le associazioni, i movimenti ed i gruppi presenti  su tutto il territorio nazionale, per far arrivare chiaro il sollecito alla classe politica che governa.  C’è la necessità di risolvere una volta per tutte questo deficit del nostro sistema democratico. L’appello è rivolto anche a tutti i cittadini e le cittadine oltre che alle realtà organizzate.

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